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La rete di Udine è sorta nel 1994. Da allora partecipa costantemente ai coordinamenti nazionali. Non ha mai prodotto una Circolare locale, in quanto non ne ha mai sentito la necessità. Siamo in pochi di diversa provenienza culturale, credenti e non (15 persone con età dai 35 ai 70 anni: 10 gruppi famigliari) e i nostri incontri, rigorosamente mensili (il secondo giovedì del mese), sono pressoché costantemente frequentati da tutti questi amiche/i e compagne/i. Pochissime sono le persone “esterne”, interessate ma non partecipanti. Lo stile dei nostri incontri è molto amichevole e, a mesi alterni, conviviale (a turno apriamo le nostre case). Negli incontri riferimenti costanti alla Rete sono la Circolare nazionale, i resoconti diretti dei coordinamenti, l'operatività delle iniziative di cui si è promotori o collaboratori e il commento critico degli avvenimenti cittadini e non. Fortunatamente la comunicazione tra noi non è mai stata difficile. I mezzi di comunicazione utilizzati sono il telefono e la posta elettronica: ma Udine non è grande e le occasioni di incontro de visu non mancano! Anche perché siamo ben inseriti nell’ambito sociale della città, partecipando come Rete ad un discreto numero di iniziative. Le nostre stesse iniziative sono sempre agite assieme ad almeno un’altra associazione o gruppo e questo ha fatto sì che in città (nell’ambito della società civile) siamo piuttosto conosciuti e valorizzati.

Attualmente le attività sulle quali almeno uno di noi è impegnato sono:

  • la promozione di una riflessione sulla decrescita, sui beni comuni e sulla democrazia (convegni e seminari negli ultimi 3 anni);
  • la partecipazione al Comitato per il bilancio partecipativo nel Comune di Udine;
  • la partecipazione al volontariato nella Casa Circondariale di Udine;
  • la partecipazione alla costruzione di una RES (Rete di Economia Solidale) nel FVG e di un DES (Distretto di Economia Solidale) a Udine;
  • la partecipazione alla costruzione nella nostra regione dei Cantieri Sociali (iniziativa promossa dal settimanale Carta ed in particolare dalla redazione di Carta Qui Est Nord con cui siamo collegati);
  • la partecipazione alle iniziative ed attività del Centro di Accoglienza “E. Balducci” di Zugliano;
  • adesione a pressoché tutte le iniziative locali sui conflitti israeliano-palestinese e nel Medio Oriente;
  • Partecipazione assieme ad altre associazioni ad un tentativo dell’Azienda Sanitaria di implementare un servizio di assistenza alle vittime di tortura (dopo la conclusione di un ottimo corso di formazione, in cui sono stati docenti anche Carlo Bracci, referente del nostro progetto “Dario Canale”, e Gina Gatti, cilena torturata durante la dittatura ed aiutata dalla RRR, il processo si è inceppato, anche se ora sembra vi sia in atto un tentativo di riprenderlo).

 

Il nostro maggior punto di debolezza è sicuramente la difficoltà di avvicinare alla Rete nuove persone, sia per il fatto che ci relazioniamo usualmente con persone già fortemente impegnate in altre attività o associazioni, sia perché, consapevoli della storia della Rete (vi si aderisce “per un atto di amore”) e consapevoli dell’impegno personale non indifferente che richiede l’adesione, riteniamo che l’adesione stessa non possa avvenire se non attraverso una relazione non superficiale.

 

Per quanto riguarda il progetto che ci è stato affidato (“Remigio Colombo” – Brasile), oltre quanto ripetutamente espresso nei nostri incontri (specie nei coordinamenti) e dal nostro referente Giovanni Baroni nelle sue lettere costantemente pubblicate sul Notiziario, possiamo dire che Giovanni, col quale abbiamo frequenti scambi di messaggi, è un grande lavoratore (per la rete si sposta continuamente in diversi luoghi del Pernambuco e del Cearà dove operano piccoli gruppi di agricoltori) ed un grande creativo, dotato di una grande spiritualità anche laica, quale quella che abbiamo sperimentato nella popolazione originaria, specie india (la sua passione per la dignità delle persone, per i loro diritti, il suo amore per la Pacha Mama), che lo guida anche nelle sue scelte operative, che risultano essere così di grande valore umano e promozionale, oltre che capaci di migliorare situazioni di grande sofferenza. Per quanto riguarda i contenuti del progetti rimandiamo a quanto espresso sul libretto dei progetti e sul nostro sito web.

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