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GRUPPO DI VERONA      

LETTERA DI FEBBRAIO 2011

 

Cari amici e amiche della solidarietà,

l’incontro del 28 gennaio in sala Africa dei comboniani, sugli stranieri che cercano asilo in Italia e a Verona, è stato veramente buono e partecipato, ottimi gli interventi di Ettore Zerbino e delle due incaricate della Comunità dei giovani, oltre a quella precisa e circostanziata di Gianco Rigoli sul funzionamento del CESAIM, l’ambulatorio per chi non può avere assistenza sanitaria normale. Ha voluto essere presente anche mons. Battistella, in carrozzella, salutato e festeggiato da tutti gli amici presenti. I temi sono stati interessantissimi e riteniamo importante riportarli di seguito, per la lettura di tutti gli amici di Verona, al posto della circolare nazionale, che si può trovare sul sito della rete www.reterr.it .

Ci ha scritto in dicembre padre Clemente, relazionando sulle azioni che ha attivato nel 2010 nella nuova parrocchia di Chel, in montagna, di cui ci ha mandato anche alcune fotografie. Ha proseguito anche a Chel ciò che aveva impostato a Sacapulas, e cioè un Laboratorio di Carpenteria (falegnameria), che attira molti giovani perché il legname è disponibile in quella zona ed il mercato locale permette lavoro e sufficienti guadagni a chi vuol fare l’artigiano; e un Laboratorio di Sartoria, altra attività artigianale fondamentale perché non ci sono supermercati in montagna, né vendita di prodotti cinesi, ed inoltre i vestiti si usano per molto tempo e vanno quindi periodicamente sistemati e tenuti in ordine. Padre Clemente ha attivato molte iniziative, sostenute anche da altri amici ed associazioni, ad esempio dal gruppo parrocchiale di San Zeno di Colognola, che sostiene la scuola per i bambini. Il nostro progetto continua, attendiamo l’attivazione del terzo laboratorio artigiano, della panetteria; Nicolasa, che assiste padre Clemente nell’amministrazione, ce ne riferirà come ha fatto fino ad ora.

Verrà in febbraio il vescovo Alvaro Ramazzini, già primate del Guatemala e collaboratore stretto di mons. Gerardi, che fu ammazzato nel 1998 per il suo grande impegno contro le torture e le violenze di tanti anni di guerra e devastazioni, autore del libro denuncia “Nunca mas”, di cui tante volte s’è parlato nei nostri incontri. A mons. Gerardi abbiamo intitolato la nostra operazione ! Il vescovo Ramazzini sarà in Italia il 23 e 24 febbraio, ospite di mons. Luigi Adami a San Zeno di Colognola e lo andremo ad incontrare là, come incontro di rete locale. L’appuntamento con mons. Ramazzini è in una sala parrocchiale di San Zeno alle 20.30 del 23.2, e alle 19 per chi vuole c’è anche la cena – pizza alle 19 ( per questa bisogna avvisare). Chi volesse essere avvisato ce lo faccia sapere, per favore, per telefono o per e-mail.

Don Corrado Ginami è il direttore dell’Opera mazziana; l’abbiamo incontrato un paio d’anni fa e ci ha relazionato con passione sulla “missione” mazziana in Brasile, che amministra con intelligenza ed oculatezza le nostre borse di studio del Progetto “Picotti”. È appena tornato dal Brasile, da Joao Pessoa e da Recife, e ci ha dato la sua disponibilità per raccontarci come sono evolute le cose in quelle città, dopo la presidenza Lula che ha modificato fortemente il panorama generale. Incontreremo don Ginami venerdì 4 marzo, alle 21, in una sala dell’opera don Mazza di Verona, in via San Carlo; è un appuntamento importante, cercate di partecipare, segnatevi la data.

Abbiamo incontrato il mese scorso a San Nicolò Lorenzo Delaini, uno dei primi sacerdoti dell’opera mazziana a Joao Pessoa, nostro relatore per anni dopo don Domenico Romani; ora è impegnato in altro modo nella promozione sociale di Joao Pessoa, con la stessa passione di 20 anni fa, e segue un progetto complementare alle borse di studio, che potrebbe integrare il nostro impegno e il nostro progetto, con continuità e diversità. Manteniamo il contatto con Lorenzo attraverso la circolare e la posta elettronica; ne parleremo nei mesi prossimi nei nostri incontri di associazione RRR.

Vi riportiamo sotto il bilancio del 2010, che ha visto un buon incremento delle collette rispetto allo scorso anno ed agli ultimi 10 anni monitorati. È certamente un buon segno, perché abbiamo sempre ritenuto che il nostro impegno deve passare attraverso un coinvolgimento concreto, con una parte fissa del nostro bilancio familiare dedicato ad un progetto di liberazione nel Sud del mondo. Anche l’Italia è certamente impoverita, ma non si può nemmeno paragonare alla situazione di altri paesi, la cui grande povertà dipende anche dalle scelte più o meno coloniali dei nostri paesi ed all’arricchimento conseguente, di cui anche noi usufruiamo. Quindi una colletta generosa significa un aiuto convinto ed una liberazione di persone lontane, che ci aiutano poi in molti modi, soprattutto a vedere la realtà mondiale con altri occhi.

Per contro, la colletta nazionale è calata, da 281 mila euro nel 2009 a 271 mila nel 2010, anche se un’eredità di 30.000 € ci ha fatto risalire a 310.000 euro di entrate. Tutto ciò che entra va comunque nei nostri progetti di solidarietà, senza spese di gestione, ed i progetti li rivediamo ogni 3 anni nei Coordinamenti. D’altra parte anche in Italia c’è crisi, e certamente alcuni amici della Rete ne risentono e devono fare i conti in casa propria.

Un caloroso saluto, arrivederci al 23.2 a Colognola e il 4.3 al don Mazza..

 

 Silvana e Dino

 

 

 

 

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        riferimenti a Verona:
Silvana e Dino POLI,             via Tonale 18, 37126 VERONA,      tel.  045 918510

Emilio BUTTURINI,                              via Faggi 25, 37033 MONTORIO VR, tel.  045 557335

Maria e Gianni PETTENELLA, via Marsala 13 A, 37128 VERONA,     tel.  045 914917

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Le circolari della Rete di Verona sono visibili anche nel sito della Rete www.reterr.it tra le circolari locali, così come le circolari nazionali e quelle delle altre 40 reti.

 

 

Colletta, Bilancio 2010

 

      La colletta periodica è una delle forme principali della nostra solidarietà, orientata alla restituzione ed al riequilibrio mondiale; le operazioni in denaro sono curate da Emilio Butturini, fondatore del gruppo RRR di Verona. Ecco la chiusura del 2010

               

Colletta di restituzione 2010                               novembre   dicembre    

per la rete nazionale e per tutte le sue operazioni:                 1.000               1.000  

per le borse di studio a João Pessõa, op. Picotti:                   1.000               1.000  

                                                           totale:                         2.000               2.000

 

L’autotassazione della Rete è libera e volontaria; può essere versata in:

posta  sul ccp 12285375                 intestato a Emilio Butturini, Montorio,

banca – sul ccb IT 77 T 02008 11706 000004982071   di Unicredit Montorio,

intestato a  Rete RR, Emilio Butturini, via Faggi 25, 37141 Montorio.

 

La colletta complessiva del 2010  è stata decisamente positiva, con i seguenti totali:

1.      entrate, a disposizione della Rete nazionale                          euro     12.978

2.      entrate, operaz. Picotti, opera mazziana a Joao Pessoa      euro     12.000

3.      entrate speciali, contributo raccolto nel concerto per Haiti   euro          800

4.      uscite annue generali di servizio: totali € 426, di cui per spedizioni € 265, per nolo e varie € 161.

 

L’andamento delle collette della Rete di Verona negli ultimi anni è il seguente, con i totali, con le medie e le variazioni annue percentuali, in tabella:

 

anno

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

Colletta

20.979

23.362

22.837

22.570

23.376

24.531

24.070

22.336

25.778

Media mese

1.748

1.947

1.902

1.881

1.948

2.044

2.006

1.861

2.148

Var.anno %

-1,9

+11,4

-2,2

-1,2

+3,6

+4,9

-1,9

- 7,2

+15,1

 

  RETE RADIE’ RESCH, Verona,  sul 28 gennaio 2011

 

Se ricordate, all’ultimo convegno di Rimini i lavori erano stati aperti con il tema degli immigrati e aveva fatto un bell’intervento il dr. Ettore Zerbino,  uno psichiatra che lavora a Roma dove ha fondato l’associazione medicicontrolatortura. Questa è una piccola realtà, che la nostra Rete aiuta da molti anni e che ha lo scopo di assistere gli stranieri richiedenti asilo.

Alcuni di noi avevano pensato di invitare qui a Verona il dr. Zerbino, uomo mite, ma determinato nella denuncia delle ingiustizie, e ci eravamo dati appuntamento proprio per un incontro della Rete RR durante l’inverno. Ed Ettore ha acconsentito ed ha chiesto che si organizzasse l’incontro anche con chi qui a Verona già opera per l’accoglienza e per la tutela degli stranieri. Così è nata la serata del 28 gennaio scorso, con la partecipazione del CESAIM e della Comunità dei Giovani.

Accolti dai comboniani, in sala Africa, in una sessantina abbiamo partecipato alla serata che è stata aperta da Ettore con un breve spezzone del film Come un uomo sulla terra, che raccoglie interviste ad eritrei, scappati alla dittatura del loro paese e costretti ad attraversare il deserto della Libia, restando vittime di trafficanti senza scrupoli.

 

     In sintesi, dalla serata a più voci è emerso che

- Lo straniero che arriva in Europa per cercare lavoro, anche se nel suo paese d’origine non è stato materialmente perseguitato o torturato, viene sempre da situazioni di grave povertà, e spesso ha rischiato la vita più volte durante il viaggio, a volte ripetutamente vittima di furti e violenze; chiede rispetto e possibilità di lavorare. Secondo Ettore Zerbino, quindi, ogni migrante è di fatto nelle condizioni di rifugiato e in quanto tale dovrebbe trovare accoglienza. Se poi lo straniero è fuggito dal suo paese d’origine, sarà ancora più probabile che sia senza documenti validi, o senza sostegno economico significativo, o insicuro sulle sue scelte.

Per quanto riguarda poi le vittime di tortura, c’è da dire che se alcuni pensavano che la tortura fosse unicamente un modo con cui estorcere con violenza informazioni all’interrogato, oggi sempre di più la tortura si propone piuttosto come l’annientamento della vittima, segnandone la vita in modo tale che per lui è perfino difficile da comunicare. La tortura, quindi, esercitata in moltissimi paesi del mondo, mira ad isolare le vittime che la subiscono ed a scoraggiare e bloccare la reazione della società civile .

I trattamenti violenti e degradanti non hanno sempre bisogno della figura di un vero torturatore: la persecuzione e la negazione di una vita dignitosa sono spesso il modo con cui una situazione di tortura viene perpetuata anche nel paese di destinazione, che dovrebbe invece accogliere la persona in fuga da tragedie personali o nazionali.

 

- Per la situazione nella provincia di Verona ha poi parlato Gianco Rigoli, direttore sanitario del CESAIM.

     Il numero degli stranieri residenti con regolare permesso è raddoppiato  dal 2005 al 2010, da 50.000 a 101.000. Si stima anche che, oltre a questi, ci sia poi un alto numero di clandestini, pari a circa il 10% degli stranieri regolari: qui in provincia di Verona sarebbero quindi altre 10.000 stranieri.

Di fatto però la “clandestinità”  nel nostro paese è alimentata per oltre il 70 % da persone che hanno perduto i requisiti necessari per la permanenza sul territorio nazionale. Per esempio l'immigrato che perde il lavoro e non riesce a trovarne un altro in un breve periodo, non può rinnovare il permesso di soggiorno e diventa “clandestino”. Altri, entrati in Italia per un lavoro stagionale,  si sono fermati in Italia dopo la scadenza del permesso di lavoro stagionale, che per legge non è convertibile in altro tipo di permesso di soggiorno e non è prorogabile oltre la scadenza massima di nove mesi.

Attualmente nel comune di Verona gli stranieri sono il 13,3% . Soprattutto per chi non è in regola è oggi più difficile ricevere assistenza medica. Il CESAIM lavora dal 1993 a favore di queste persone. Una trentina di operatori volontari gestisce un ambulatorio con più sedi, prevalentemente per esigenze sanitarie di primo livello. Si è così documentato che le patologie di grande allarme sociale (dall’HIV alla tbc) sono in realtà assai scarse e che le necessità di cura riguardano patologie quasi sempre identiche alle nostre.

 

 

Infine è evidente che la clandestinità è sempre una condizione paradossale, perché nessuno vuole davvero essere clandestino, dentro il buco nero della segretezza e dell’invisibilità. Al contrario, si tratta del bisogno diametralmente opposto, di essere riconosciuti di giorno, di venire alla luce, di diventare visibili.  (Francesco Colizzi,  Presidente Aifo)

 

- Due operatrici della Comunità dei Giovani hanno poi parlato del problema drammatico della tratta della persone e della induzione in schiavitù per differenti ambiti di sfruttamento (sessuale, lavorativo, per economie illegali, per traffico di organi).

In collaborazione con gli Enti Locali proponenti, l'Autorità Giudiziaria e le Forze dell'Ordine, la Comunità dei Giovani con le sue tre comunità-alloggio lavora per l’emersione, l’identificazione, l’assistenza e l’integrazione sociale e lavorativa delle persone vittime di tratta. Tra l’altro, è questa un'opportunità concreta di reale contrasto alla criminalità organizzata. Per queste persone è previsto, a termine di legge, un permesso di soggiorno per motivi umanitari.

I problemi di queste persone sono infiniti. Si tratta prima di tutto di ricostruire quell’attenzione a se stessi che è stata distrutta durante il periodo della schiavitù o dello sfruttamento. Devono essere sostenuti nella loro solitudine e nel loro percorso di ricerca identitaria (spesso gli unici conoscenti connazionali sono stati anche i loro sfruttatori e i loro aguzzini). Hanno infine bisogno di essere avviati a un’attività lavorativa lecita.

 

Insomma, ci è sembrato che in questa serata siano emersi problemi di grande portata.

Come è logico non siamo certo noi con la nostra Rete RR e le nostre forze quelli che possono dare soluzioni in questo ambito. Ci pare comunque importante avere offerto un’occasione di controinformazione e di confronto. Se le associazioni che operano nel settore vorranno ripetere in futuro questo incontro, sapremo certamente fare meglio, coordinando maggiormente gli interventi e preparando meglio anche dei supporti filmati.

 

Gianni P.

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